Sabato 28 febbraio alle ore 21 un omaggio intenso, fedele e coinvolgente a Sting e The Police.

Nati a Pavia nel 2019, i King of Pain sono la band che rende omaggio all’universo musicale di Sting e dei Police, una delle realtà più influenti e riconoscibili della storia del pop-rock internazionale. Il progetto nasce dall’incontro di musicisti con esperienze diverse e uniti dalla stessa visione: riportare sul palco un repertorio iconico con rigore musicale, personalità e grande impatto dal vivo.

Nel corso degli anni i King of Pain hanno collezionato moltissime date all’attivo, esibendosi in tutto il Nord Italia in teatri, locali, contesti open air, affinando uno spettacolo solido e coinvolgente. Fin dalle prime esibizioni, i King of Pain si sono distinti per l’attenzione alla resa sonora, la cura degli arrangiamenti e una forte coesione interna, elementi che rendono ogni concerto non solo fedele agli originali, ma anche vivo, dinamico e capace di creare una partecipazione autentica del pubblico.

Quando e come nasce il progetto King of Pain?
Il progetto prende forma nel 2019. L’idea iniziale era quella di costruire un omaggio che andasse oltre la semplice riproduzione dei brani più noti, cercando invece di restituirne l’identità musicale, l’eleganza compositiva e l’energia che li ha resi senza tempo.

Perché avete scelto proprio Sting e i Police come riferimento?
La musica dei Police e la carriera solista di Sting rappresentano un patrimonio artistico unico, capace di unire immediatezza pop, raffinatezza armonica, influenze reggae e rock. È un repertorio che richiede precisione, ascolto reciproco e grande sensibilità musicale, ma che riesce ancora oggi a parlare a pubblici di generazioni diverse.

Com’è composta la band?
Noi King of Pain siamo:
Davide Tronconi – voce solista e chitarra, punto di riferimento interpretativo del progetto
Massimiliano Casini – basso elettrico, pilastro del groove e della struttura melodica
Boris Denti Tarzia – batteria e cori, motore ritmico e dinamico della band
Emilio Bianchi – tastiere e cori, fondamentali per profondità timbrica e arrangiamenti

Davide, qual è la sfida principale nell’affrontare un repertorio così iconico?
La difficoltà maggiore è evitare l’imitazione. L’obiettivo è rispettare lo spirito originale dei brani, mantenendo credibilità e naturalezza, ma portandoli sul palco con una propria identità interpretativa.

Massimiliano, il basso nei Police ha un ruolo centrale: come lo vivi dal vivo?
Il basso è una vera guida, sia ritmica che melodica. Il dialogo con la batteria è costante ed è ciò che rende il groove immediatamente riconoscibile e coinvolgente per il pubblico.

Boris, qual è il tuo approccio alla batteria in un repertorio così iconico?
Cerco di rispettare groove e fills di Copeland e Colaiuta, ma il lavoro della band punta sempre a dare ai brani un’impronta personale. Gli arrangiamenti vengono curati nei dettagli, sperimentando soluzioni dinamiche e particolari, senza mai intaccare lo stile originale, lasciando spazio all’interazione tra i musicisti e all’energia del live.

Emilio, in che modo le tastiere contribuiscono al suono dei King of Pain?
Le tastiere permettono di completare il sound e di richiamare le atmosfere dei live originali. Aggiungono profondità e colore, rendendo alcuni brani ancora più riconoscibili.

Qual è il vostro approccio al repertorio dal vivo?
La scaletta è pensata come un vero e proprio percorso musicale: alterna grandi classici a brani meno scontati, offrendo uno spettacolo vario e completo, adattabile a club, festival e teatri.

Cosa deve aspettarsi il pubblico da un concerto dei King of Pain?
Uno show curato nei dettagli ma diretto ed emozionale. Durante i concerti si crea una forte partecipazione del pubblico, che canta, segue e interagisce con la band, trasformando ogni live in un’esperienza condivisa. L’obiettivo è far rivivere la magia della musica di Sting e dei Police con rispetto, passione e grande intensità.

Prenotazioni e biglietti sul calendario del nostro sito con accesso diretto alla biglietteria.

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